
Sono al capolinea. Sto per scendere dalla grande astronave luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso faticosa, quasi sempre straordinaria.
Un viaggio iniziato spensieratamente, quasi per gioco, in quel tempo in cui il mio futuro, sembrava essere così lontano che ero certo di potermi prendere tutto il tempo che volevo prima di affrontarlo. E così, in attesa di diventare “grande” e di fare “le cose per bene”, sono salito, tanto per farmi un giro, sul quel traballante ottovolante che, in quel tempo, solo in pochi chiamavano musica.
Niente cinture di sicurezza e niente casco, ero leggero ed incosciente, senza bagagli, perché immaginavo non mi sarebbero serviti, d’altra parte al Luna Park non ci si porta neanche lo spazzolino da denti, si entra, si spara nel centro e se ti va di lusso vinci una bambolina e torni a casa che magari non s’è ancora fatta sera.
E invece no, all’improvviso l’ottovolante è diventato mongolfiera e forse spinto da venti di fortuna, ho cominciato a volare. Tra una nuvola e un temporale il mio pallone è diventato aeroplano e poi astronave, muovendosi per una rotta che non sapevo bene dove mi avrebbe portato, ma che avevo la sensazione che poteva essere quella giusta. E le cose sono andate.
Sono diventato un buon cliente di “Popland”, ho vinto telegatti e pesci rossi, ho raccontato le mie piccole fantasie a gente che forse, come me, aveva bisogno di piccole cose per addormentarsi felice.
Ho incontrato applausi e neve in autostrada, ho sorriso alle lucette rosse delle telecamere e ai miei amori importanti, ho rotto bacchette ed amicizie troppo grandi per sopportare le mie eterne lontananze, ho tenuto a battesimo i figli degli altri senza avere mai avuto il coraggio di farne uno mio, ho messo tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui stappando bottiglie frizzanti e qualcuna che sapeva di tappo e ho spento da poco 60 candeline rendendomi improvvisamente conto che tutto quello che potevo dire in questa fortunata dimensione, l’avevo già detto.
Non è facile decidere di dire basta quando tutto va alla perfezione, quando il successo con la esse maiuscola non sembra essere ancora stanco di accompagnarti, non è stato facile per me e so per certo che non lo è stato neanche per i miei “amici per sempre”, ma ho sentito l’irrefrenabile bisogno di mettere un punto alla mia vita e voltare pagina.
Il mio futuro non è più così lontano e tutte le “altre” cose che “prima o poi” mi ero promesso di fare pretendono di essere fatte.
Non so bene da dove ricominciare.
Forse scoprire il senso della noia, che non ho avuto mai il tempo di apprezzare.
Forse viaggiare accorgendomi magari che tutte le città che credo di conoscere, oltre ad uno stadio, ad un teatro o a un palasport, sono fatte anche di gente e di storia.
Forse finire di leggere tutti i libri che ho dimenticato aperti sui comodini degli alberghi.
Forse scrivere il “mio libro” sperando che qualcuno possa dimenticarlo aperto su qualche comodino.
Forse raccontare ai ragazzi cose di musica e di vita e riuscire a scommettere che a farcela possono essere più di uno su mille.
Forse semplicemente coltivare capperi a Pantelleria e la sera andare a cena da Mario.
Forse chissà, ma di certo c’è, che la mia stagione da Pooh è finita, senza colpe né rimpianti. Mi si è semplicemente spento quell’entusiasmo che è sempre stato il motore del mio fare.
Ero partito senza bagagli dicevo, ma strada facendo ho dovuto comprare parecchie valige per riuscire ad infilarci dentro tutto quello che mi accadeva, e oggi rovistando tra i ricordi mi sono reso conto che prima di scendere dalla grande astronave, devo dire tantissimi grazie.
In primis ai miei 3 compagni di viaggio senza i quali la mia mongolfiera non si sarebbe mai alzata da terra, hanno avuto l’incoscienza di credere ai miei voli pindarici e la pazienza di sopportare i miei ruzzoloni. Con loro ho trascorso i miei tempi migliori ed ho diviso il meglio di questa lunga storia.
Grazie alla mia famiglia, a mio padre e a mia madre che forse non volevano immaginare che avrei suonato il tamburo per tutta la vita, ma che anche oggi che non ci sono più continuano ad accompagnare il mio andare e mi hanno lasciato dentro il senso indelebile del vivere onesto.
Grazie al “popolo dei Pooh” che ha voluto farmi arrivare fino a qui.
Grazie a tutti coloro che hanno accompagnato le mie notti e i miei giorni di lavoro.
A quelli che si sono stancati con me per preparare i miei momenti migliori.
A quelli che senza mai prendere un applauso sono stati gli artefici di mille applausi.
Ai ragazzi che hanno smontato e rimontato mille volte le mie batterie.
A chi mi ha insegnato che la musica è il più bello di tutti i lavori.
A chi mi ha insegnato che questo lavoro non è solo musica.
A chi scrive sui giornali e che male o bene ha scritto di me.
A chi dalla radio o dalla televisione ha fatto arrivare alla gente le mie piccole storie.
Alla mia unica ed “eterna” casa discografica.
Ai collaboratori di ieri e di oggi.
Alle mie ragazze della “stanza dei bottoni”
A chi è cresciuto accanto alla mia scrivania e oggi sa come si fa, molto meglio di me.
Grazie a tutti quelli che sanno che gli sono amico e che sanno che anche domani potranno contare su di me.
Grazie a tutti quelli che mi saranno amici anche domani.
Grazie, io scendo qui”.
Stefano D’Orazio www.pooh.it"
Ieri sera è stata una serata molto triste, quello che si sapeva da mesi si è compiuto. Stefano D'Orazio, batterista dei Pooh, è sceso definitivamente dal carrozzone che per trentotto anni lo ha portato in giro per il mondo a suo di musica.
Non voglio commentare la sua decisione, quanto mai legittima. Voglio solo dire che da ieri mi sento in qualche maniera un po' orfano. Sia chiaro, nella vita ci sono cose bene peggiori per cui piangere, ma i Pooh sono stati la mia colonna sonora da sempre, da quando in culla venivo addormentato con "Piccola Katy" a quando ho potuto intervistarli durante i loro tour. Ancora oggi "Parsifal" sia inteso come album che come "singolo" è la colonna dei miei momenti belli e brutti. Una musica che placa ed esalta.
Non so cosa ne sarà "degli altri tre", per me loro rimarranno per sempre "i musicisti di famiglia"...
Molten
Eccomi tornato dalle vacanze, sempre troppo brevi.
Quest'anno siamo stati a Porec anzi, meglio, a Parenzo...località a circa 50 km da Trieste, ma già in Istria e quindi in Croazia.
Quindici giorni passati velocemente e nel riposo assoluto, anche grazie alla compagnia di amici veramente cari.
Solo alcuni intoppi: il primo è stato il dover circumnavigare la slovenia per evitare di pagare ben 30 €uro per la "vignetta autostradale". Il tratto era di una quindicina di km...1 €uro al km tra andata e ritorno mi sembrava un po' eccessivo. Al ritorno però, siamo stati più bravi e senza spreco di km siamo tornati in Italia per la via più breve.
Il secondo è stata la mia schiena: ha deciso di bloccarsi il giorno dopo il nostro arrivo in campeggio...quindi ho dovuto limitare parecchio i miei giri in bicicletta, con la conseguenza che i kg persi sono stati meno del previsto...pazienza.
Consiglio vivamente la località comunque. Posto splendido, mare eccezionale, gente simpatica e disponibile, il tutto a prezzi abbordabilissimi, certamente meno cari che in Italia purtroppo.
Molten
Come al solito è tempo di andare...ed io vado...
Quest'anno ci aspetta l'Istria...al mio ritorno il resoconto...
Ciao e buona estate a tutti...
Molten
Ed eccomi qui...
Torno a scrivere sul mio caro e vecchio blog dal quale manco da un po' di tempo...
Crampo dello scrittore? Forse...o solo più semplicemente in giro si trovano mille maniere per far conoscere le proprie idee che il blog, unica possibilità pochi anni addietro, oggi risulta essere superato da Facebook e via di seguito. Lo ammetto, su FB mi si trova spesso...
Il blog però è ancora un luogo diverso...su questi social network non puoi lasciarti andare completamente...non hai spazio per scrivere...ed ecco che Molten ritorna...
L'argomento è ancora la salute...la mia...
Ho vinto la prima esenzione ticket!!! DIABETE!!!
Sono felicissimo, da fine mese di giugno sono esente ticket per tutto ciò che concerne il Diabete. Visite, analisi: tutto Gratis!!!
Il rovescio della medaglia è che devo rinunciare a frutta (troppi zuccheri), moderare al minimo pasta, pane, patate; dovendo perdere ancora qualche kilo devo condire poco gli alimenti, pochissimo vino, poco o niente birra...insomma una vera tragedia culinaria.
Cosa c'è di peggio? Tante cose...ma fortunatamente non le ho ancora provate. Basta però pensare a tante situazioni che ci sono vicine per capire che in fondo il diabete è una brutta bestia, ma che tenuto sotto il giusto controllo non crea poi tanti problemi.
La prossima volta ci penserò meglio: farò attività fisica con più continuità, mangerò e berrò un po' di meno, insomma mi controllerò prima...che è sempre meglio che dopo...
Molten
Ebbene si...da oggi sono ufficialmente a dieta!!! Questa volta molto seriamente...
Tutto è cominciato appena dopo Natale, quando sono arrivati i risultati degli esami del sangue che vengono effettuati assieme alla donazione presso l'Avis. Il referto riportava la sospensione dalle donazioni in quanto i valori di glicemia erano leggermente fuori norma. Non ci ho più pensato fino alla scorsa settimana, quando mi sono deciso ad andare dalla dottoressa dell'Asl, guai a chiamarla "della Mutua", che mi prescritto tutta una serie di esami. Risultato: non un valore a posto!!! Glicemia, colesterolo, trigliceridi, insomma, tutti fuori dalla norma ed alcuni anche parecchio.
Diagnosi: sospetto diabete, con visita prenotata al centro diabetologico. Alto rischio infarto e ictus...insomma sono uno straccio d'uomo.
Cure: una pastiglia al giorno per il colesterolo, poichè il famoso yogurt servirebbe a niente. Soprattutto DIETA!!!
Quando l'ho letta ho cercato la svastica e le SS tra le firme e l'intestazione, non le ho trovate, ma di sicuro ci saranno. Volete saper cosa mi ha tolto? Faccio prima a dirvi cosa mi ha lasciato: acqua a volontà, il pane è assolutamente da evitare per la glicemia. Quindi "si stava meglio quando si stava peggio" potrei dire. Purtroppo però ha ragione: il mio peso è si in eccesso, ma se andiamo a vedere neanche eccessivamente. E' il corollario a questo aspetto che preoccupa. Quarant'anni per incominciare a vivere con il diabete effettivamente sono pochini, meglio evitare. Quindi, sono costretto a fare come l'omino della pubblicità: rinunciare a parecchie abitudini sbagliate, per quanto appaganti. Farò il bravo e manterrò l'impegno: prometto otto volte e chi vuole/deve capire capisca ehehe...
Un solo favore chiedo a chi mi incontrerà: fate attenzione. HO FAME!!!!!!!!
![]()
Molten
E sono 9...ma sembra ieri.
Scendevo in ascensore con mio fratello, quando il cellulare mi riportò alla triste realtà...pochi minuti d'assenza perchè te ne andassi, senza volerci disturbare.
Oggi a distanza di nove anni rivivo ancora quelle sensazioni, quel pomeriggio caldo in cui mi sembrò che il mondo mi crollasse addosso. Finirà mai? Penso di no, anche se piano piano il dolore è leggermente meno intenso.
Rimane il tuo ricordo, quello dei nostri silenzi che dicevano tutto. Quello del saperti vicino anche se non condividevi. Saperti vicino anche oggi, anche se in maniera differente.
Tutti abbiamo un angelo in cielo che ci protegge, anche se a volte preferiremmo averlo a due isolati di distanza...
M.M.